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giovedì, marzo 15

Il vitello grasso

Ahem.

(si guarda intorno imbarazzato, tossicchia)

La volete sapere una cosa divertente?

Ma di quelle proprio da ridere, eh!

Eh eh.

Ehm.

Allora, praticamente c’è sto tizio che fa tutta una menata per chiudere il blog, e dopo solo tipo dieci giorni dalla suddetta chiusura, si accorge che – tranne una decisione di tanto tempo prima, anche carina ma presa in un momento completamente diverso e ormai completamente inattuale e portata avanti solo per principio – in realtà non aveva

(ahem)

nessun motivo e nessuna voglia di chiudere.

Ah ah ah.

E dunque sto tizio si dice: ma che, non posso cambiare idea? Col cavolo.

(e tra l’altro, anche se questo mica viene a dirlo a voi, una delle ragioni è che si accorge che gli dispiaceva un po’ rinunciare alla compagnia di voi bastardi incontrati lungo la via).


E dunque...

...rullo di tamburi...

...

...Viva!...

...riapreeeeeeee!

(applausi del pubblico, lacrime di commozione, gli uomini si abbracciano e si danno pacche sulle spalle, i sacerdoti uccidono il vitello grasso, le ragazze si strappano gli abiti e lanciano sul palco reggiseni e mutandine urlando invasate)

(torniamo in prima persona e al mondo reale, va)

Ecco, isnomma, già mi mancava, sto bastardo di blog. Il nome rimane lo stesso, però a traslocare, trasloco, e nickname lo cambio lo stesso perché ne ho trovato (me ne hanno dato) uno fighissimo.

Se vi va, è tutto per voi:

http://ilpivello.splinder.com

sabato, febbraio 24

L'istinto

Ho appena copiato Viva! in un documento word, che non si sa mai. A parte questo qui, e l'ultimo post, sono 169 pagine. Ora la domanda è: chi se ne frega?

(Mio padre. Parlare un'ora con lui che gioca a mario kart e io guardo, senza mai pensare all'argomento, a cosa dire, tipo Ora parliamo di questo, Ora gli racconto quest'altro. Semplicemente parlare, lasciare le parole fluire. Che poi domani magari è diverso, domani parlare è difficile, è sempre così, ma i momenti senza maschera sono quelli veri, e quando ne vivo - come stasera - ci vuole un bel po' prima di dimenticarmene.)

Premessa: sono tutte cose che probabilmente tutti sanno. Ma scritte nel meraviglioso ed inconfondibile stile di Viva! - vi pare poco, bastardi?
Dunque, tema: oltre la razionalità.
(proviamo a bussare)
Permessoooo.
OMMADONNA mi scusi signor guardiano a tre teste con la bava alla bocca e una scimitarra arrugginita alla cintura, non volevo disturbare, non volevo glielo giuro (che infarto), non mi uccida la prego posso dare solo un'occhiata in giro? Cinque minuti? Graziegraziegrazie. Si può fare dieci? PORCAVACCA non ruggisca, cinque me li farò bastare. E che cavolo. E comunque, in confidenza, sono qui su commissione, per conto di una ragazza che trova su http://sonocomeilfiumechescorre.splinder.com/. Se la prenda pure con lei. Oh, ciao gabri, non ti avevo vista!

Allora allora.
C'è un po' di tutto qui, pare, roba sia migliore che peggiore che "dall'altra parte", se categorie come queste possono servire. Mi vengono in mente, aggettivi ambigui come affascinante (perché inusuale), selvaggio, temporaneo. E "ambiguo" stesso, of course.
Siccome l'argomento si può affrontare da circa un milione di punti di vista, mi limito a considerazioni generali e a due immagini spettacolari che mi sono venute in mente.

Davanti:
a un'idea geniale,
a un raggiro ben organizzato,
al passo su passo e al mattone su mattone che servono per arrivare dal punto di partenza A allo scopo Z superando in qualche modo un alfabeto di ostacoli,
a un giro d'accordi inedito,
a un vestito elegante e sensuale da morire (occhio: anche questo sta nella razionalità: è costruito, scelto):
davanti a ciò ci sentiamo stupiti, ammirati, anche intrigati. Ed è una sensazione che si sviluppa nella testa (si può proprio sentire), senti il cervello che fa tlac-tlac-tlac e comprende ciò che ha davanti (anche inconsciamente), e si compiace di questo. E la bocca si apre di stupore. E possono senz'altro salire brividi.

Invece davanti:
a un espediente inventato in due secondi,
a un inaspettato movimento anche senza scopo,
a una reazione istintiva,
a un a solo inventato nel mezzo del fuoco sacro della creatività,
a uno sguardo che per un istante ci incontra e si ferma una frazione di secondo di troppo (eccola l'irrazionalità, l'inatteso, la partita che non si gioca nel sicuro della stanza mentre ti provi il vestito ma nell'Ignoto della situazione, di un contesto non previsto):
davanti a questo, anche qui brividi, naturalmente. Ma nella pancia, nelle gambe, nel collo. Certe volte ci accorgiamo di essere a muovere la testa selvaggiamente, o a sorridere, o con le braccia o le gambe irrigidite: e questo senz'altro non viene dalla razionalità. Tanto che a volte ce ne accorgiamo minuti dopo.

Penso sia incontestabile la "superiorità" in qualche modo di sensazioni provocate dalla nostra parte incontrollata e non razionale. Ma questa si risveglia raramente. E' una roba fisiologica il fatto che viviamo prevalentemente di razionalità? E' combattibile? E' giusto combatterla? Secondo me / 1: sì, è fisiologica. E sicuramente ci fa sopravvivere, e sicuramente ci fa vivere in un ambiente sociale senza ammazzarci tra noi. Ci aiuta nella conoscenza, non intesa come studio di libri, ma conoscenza in generale, nella vita quotidiana e anche e soprattutto di ciò che per me è più alto di qualsiasi cosa, ovvero del come comportarsi con le altre persone (indistintamente). Ma secondo me / 2: sì, è giusto combatterla. A volte. Nel contesto in cui credo che siamo tutti d'accordo, ovvero rapporti con gli amici, rapporti amorosi, vita quotidiana, scelte quotidiane e qualche scelta di vita, l'istinto deve avere il suo cazzo di posto. Dai, che tristezza se no. Avete presente la sensazione fisica di una persona che nel decidere se baciare o no una persona conosciuta da poco, o se baciare o no l'ex con cui si è mollata da un po' di tempo, o uscire da un ufficio avendo consegnato la domanda per fare ciò che dovrebbe o ciò che sente di fare? E che cavolo.


Passiamo alle due immagini spettacolari.

Prendete una poesia d'amore media, un po' banale. Poi miglioratela, limatela, sgrezzatela, fatela splendere, fate in modo che ogni parola sia al suo posto e sia la più brillante possibile, che la poesia sia musicale, non troppo lunga nè troppo corta, che evochi delle immagini meravigliose, che raggiunga un equilibrio perfetto ma al tempo stesso passionale. Fatto? Ci siete, con questa poesia luminosa, eccezionale e intensa da morire? Ottimo.

E adesso, invece, prendete un bacio, bastardi.

Oppure: prendete un piano. Una vendetta. Precisa, che mira al cuore di colui o colei a cui vogliamo far male, è ben organizzata, è dolce. Costui, o costei, ci ha fatto male come nessun altro prima, ha preso il nostro punto debole e ce l'ha squarciato, e ora noi stiamo per fargliela pagare, ci abbiamo messo settimane, e oggi faremo la piccola mossa iniziale che darà il via a questa revanche spettacolare, tecnicamente infallibile, sorprendente e dolorosa, dopo la quale avremo soddisfazione nel vedere che anche lui o lei è col culo nella merda esattamente come ci siamo stati noi per colpa sua. Fatto? Ci siete, con questa spada affilatissima, velenosa e perfetta? Ottimo.

E adesso, invece, prendete un cazzotto (magari cattivo e sul naso), bastardi.

(oh, non che io sia violento, e neppure vendicativo in realtà, ma mi pareva che l'idea calzasse).

Ecco, lo vedete come, per quanto aggiungiamo, togliamo e cambiamo parole ed espressioni, la poesia non darà mai mai mai MAI MAI la sensazione del bacio? E la vendetta la sensazione fisica e olfattiva di dare un grezzo pugno in faccia?
Ecco.
Tutto qui.

(tutto qui?)

***

Godetevi, se avete tempo da perdere, la lista dei rimanenti post di Viva!, abbinati a coppie come consuetudine.

  • Manca musica / Lo spartito
  • Una serata con lady g / La convivenza con gli olandesi!
  • Sarà uno spettacolo! / Comincia a calare la tela
  • Magritte live in como / Erasmus Tilburg live in Extase
  • La mia etica è appesa al filo della biancheria / Il mio erasmus è appeso alle ultime tre settimane
  • Fettuccine per la mia anima / Pena de l’alma (digressioni poco brillanti sul tema dell’identità)
  • L’aumento / Stasi
  • Attendiamo fiduciosi risposta / (untitled)
  • Che nervoso! / Che strano
  • La luna che / Le lacrime che
  • Sono tornato a casa / …sono tornato a casa
  • Che botta! / Come uma thurman in kill bill
  • La vendita dell’anima di cor veleno / Con l’anima tra i denti
  • Mi sei mancata / Mi sei mancata (reloaded)
  • Bilico! / Tra santi e falsi dei
  • Il problema dei problemi irrisolvibili (e gli spritz) / Il problema dei test irresistibili
  • La leggenda del nobel per la matematica / I canti del ritorno parte I – Il mito e la realtà
  • Con chi / I canti del ritorno parte II – E dove?
  • Viva i ggiovani politicamente impegnati! / I canti del ritorno parte III – Magari nelle favole
  • Delirio # 1 / I canti del ritorno parte IV – Delirio # 4
  • Le amicizie finiscono / I canti del ritorno parte V – L’inizio
  • L’ultimo esame! – Esame dimmerda (che poi sono io che sono un cretino)
  • Scompensi – Giochi di sguardi, giochi di mani
  • Cuscini che volano – L'istinto


Ci vediamo martedì per l'ultimo post.

mercoledì, gennaio 3

Con l'anima tra i denti

Vedo la luce alla fine del tunnel.
Una decina di post, e Viva! smetterà di esistere (anzi, a essere precisi di essere aggiornato, per il resto resterà come piccolo reperto per i futuri archeologi di internet). Peccato, perché un titolo così bello non lo ritroverò più. Però effettivamente ho voglia e bisogno di cambiare, per la ragione che ho espresso un po' di tempo fa, ovvero che questo blog ha un suo cammino preciso, che è stato deciso una volta per tutte e farlo sbrodolare oltre i confini sarebbe rovinare l'opera. Inoltre, voglio provare a scrivere senza che i miei amici leggano, ma soprattutto - siamo onesti - perché mi piace che la gente mi legga mi piace scambiare commenti e sentirmi più parte della blogosfera o come la vogliate chiamare. Non voglio (come si dice blame in italiano?) blogspot, è una buona piattaforma per un sacco di cose, ma adesso che conosco meglio questo mondo so che esiste qualcosa di più adatto a me, ed è quello di cui ho bisogno adesso. Ahem.

(e comunque, come per tante cose (l'erasmus stesso, tanto per dirne una) avere la consapevolezza della prossimità della fine ti mette in una prospettiva molto diversa, più distaccata. Se avessi saputo da prima che il mio erasmus sarebbe durato un anno, ora sarei tutto eccitato all'idea di ritornare su, mentre così, se anche erasmo in persona bussasse alla mia porta dicendo Vai, il secondo semestre te lo pago io, non ci penserei neanche tanto prima di rifiutare cortesemente, per dirvi quanto mi sia abituato all'idea che i giochi siano chiusi definitivamente (oddio, magari se paga lui un pensiero ce lo faccio). Lo stesso per questo blog, sarei molto meno scazzato e più energico nello scrivere se non vedessi già la fine. Ma questo è ingiusto, quindi nonostante tutto questo cercherò di tenere la qualità come è sempre stata (sbadigliofora o entusiasmante, fate voi, ma quella). Tutto chiaro?)

Poi:

L'iperbole con asintoti gli assi non è una funzione monotona. L'ho scoperto ieri dopo ricerche tra fonti contrastanti, è stato un momento difficile.
//
Ci sono occasioni in cui ti senti di aver fatto esattamente la mossa giusta per ottenere una cosa che volevi, e allora ti senti una forza che ti fa bollire il sangue, ti senti forte e con un sacco di energia potenziale.
//
Voglio tornare a padova.
//
Tanto per riparlare di destino, sono curioso di sapere con chi è destino che io vada ad abitare, a padova. Sì, d'accordo, c'è un po' di libero arbitrio, ma non venitemi a dire che il destino non ha almeno una parte. Anche solo nel fatto che certi annunci li leggerò e altri non li vedrò nemmeno. Eddai.


Ma il vero motivo di questo post è:



Mio nonno.
E' andato - da quanto posso capire (la mia famiglia è strana) - per la seconda volta abbastanza vicino a lasciarci le penne, cazzo di sigarette. Ma è ancora in piedi.
Ieri, mentre facevo colazione, lo vedevo che entrava e usciva dalla cucina.
Cerchi qualcosa, nonno?
No, sto solo facendo esercizi.


Non so se è possibile cogliere fino in fondo, anche per me.
Quest'uomo camminava lentamente
passo dietro passo
con la sua bombola dell'ossigeno appresso.
Lentamente.
Passo - passo - passo. Pausa. Passo.
Senza appoggiarsi a niente.
Bombola in spalla, e anima stretta bene tra i denti.
Senza voglia di mollare, e con una dignità infinita.


Stavo per mettermi a piangere.
Questo coraggio, questa determinazione,
quando altri butterebbero tutto via e direbbero Tanto ormai.
Lo ammiro, lo rispetto.
Gli voglio bene.



E - credo sia importante - gliel'ho detto.